Insight

Davide Persiani

 

Traduttore, articolista, consulente freelance, correttore di bozze, community manager... ma cosa più importante, aspirante giornalista!

 

In attesa che questo sogno si realizzi cosa dirvi di me... ho 23 anni, lavoro nel campo dell'editoria videoludica da quasi 6 anni - ora milito su Eurogamer Italia - e lentamente, mi sto ritagliando un mio ruolo in un'Italia del lavoro in cui scampare al precariato è purtroppo più difficile di quanto non sia fare 6 al Superenalotto.

 

Ce la farò? Voi che dite?

 

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Poco fa ho avuto la sfortuna di imbattermi in codesto video…

Beh che dire… ogni commento sarebbe superfluo, ma il mio pensiero va a tutti gli Italiani all’estero… in particolare in Australia… vi sono vicino.

Devo ammettere che fino a stasera non mi ero reso conto di quanto L.A. Noire fosse un capolavoro. Non l’avevo capito, l’avevo preso sotto gamba e affrontato con gli occhi del “videogiocatore medio”… ma poi qualcosa è cambiato. 

Mettiamo un attimo da parte la ripetitività dell’esperienza, la mancanza di cambi di ritmo, la monotonia e la lentezza di alcune fasi e quel che resta è una meravigliosa esperienza digitale a cui non mi sento di affibbiare il semplice e banale titolo di “videogioco”… semplicemente perché non lo è.

E’ un’esperienza matura, unica e complessa come non se ne sono mai viste in campo videoludico e beh… pensare che gli sviluppatori responsabili del progetto non se la stiano passando proprio benissimo, mi lascia davvero con l’amaro in bocca…

Fino ad oggi solo un altro gioco era riuscito a suscitare in me un tale senso di immedesimazione, di partecipazione e coinvolgimento, ovvero Heavy Rain… ma anche il titolo dei Quantic non fu in grado di lasciarmi così… “heartbroken” nel finale. E’ strano a dirsi, ma ora che vedo scorrere davanti ai miei occhi i titoli di coda, non riesco a non provare grande rispetto e quasi affetto per Cole Phelps, come se lo conoscessi da sempre… anche se in realtà è solo un ammasso di poligoni…

E poi si ostinano ancora a non volerla chiamare arte…

L’unboxing della Limited Edition di F.3.A.R.

Forse alcuni di voi ricorderanno la recensione di Final Fantasy XIII del sottoscritto… una recensione che fece parecchio discutere (il voto più basso in Italia) e che diciamo… mi fece trascorrere qualche giorno sudando freddo (non dico altro perciò non chiedete :P).

Dopo anni passati ad adorare ogni capitolo della serie - diciamo fino all’11° capitolo e non oltre - mi scontrai infatti con un prodotto nettamente al di sotto delle aspettative che mi fece del tutto perdere fiducia nella serie e nei suoi creatori.

Un gioco fondamentalmente mediocre se paragonato ai suoi predecessori… ma questo non è bastato per far sì che Square avesse la decenza di chiuderla lì, e concentrarsi sul prossimo… o magari su Versus. 

No loro lo rifanno. Perché? A quale scopo? Boh! Per far incazzare i fan della serie ancora di più e per far saltare il posto di qualche altro redattore che avrà il coraggio di dire quanto il gioco sia mediocre? 

A quanto pare questa volta ci saranno anche nuovi personaggi a rendere il tutto ancora più insopportabile e beh… di fronte a questa notizia mi viene in mente una celebre citazione che riporto qui sotto:

Tra le tante notizie che mi sono passate sotto gli occhi nelle ultime ventiquattro ore ce n’è stata una in particolare che ha catalizzato la mia attenzione, ovvero quella relativa alle recenti dichiarazioni di Peter Molyneux in merito al Kinect.

“Devo ammettere che Kinect ha qualche problema”, ha dichiarato il buon Peter… e nel leggere queste parole non posso negare di essere scoppiato in una sonora risata.

In effetti non c’era proprio motivo di pensare che il Kinect avesse qualche problema…

Adesso, dopo mesi in cui la gente bestemmia ininterrottamente per il pessimo utilizzo della periferica da parte degli sviluppatori e per le scarse performance in giochi che non implicano solo saltare e prendere a schiaffi l’aria, il buon “Mulino” se ne esce con la scoperta dell’acqua calda? Bah…

Voglio infine soffermarmi su un’altra frase che mi ha fatto riflettere:

“Abbiamo iniziato a svilupparlo sette mesi fa; Microsoft ci ha chiesto un gioco Kinect per gli hardcore gamer”.

E questo sarebbe il gioco per gli hardcore gamer?

Forse sono semplicemente io che sto invecchiando e che rifiuto di adeguarmi ai cambiamenti che stanno rivoluzionando il settore che amo e in cui lavoro… ma se la risposta alle richieste degli hardcore gamer è una sorta di action/FPS su binari, beh… che Dio c’aiuti.

Suda 51 + Shinji Mikami = Capolavoro? Al tempo in cui questo gioco fu annunciato per la prima volta ero certo che la risposta sarebbe stata affermativa ma ora, dopo averlo giocato a fondo, devo purtroppo ammettere di essermi sbilanciato troppo presto. Nella mia recensione apparsa oggi sulle pagine di Eurogamer Italia potete trovare un’analisi approfondita sul prodotto… se invece vi accontentate di un riassunto veloce, beh… dire che potete continuare a leggere!

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Come accade ormai da qualche mese, ieri io ed i miei compagni d’armi di Eurogamer Italia ci siamo ritrovati nel solito pub una canonica riunione… tutto è andato liscio come sempre… grasse risate, tanto alcol (tranne che per Facchetti che nonostante il caldo torrido ha fatto l’eroica scelta di non prendere neanche un bicchiere d’acqua) e discorsi in larga parte dedicati alla figa piuttosto che al lavoro.

Ma poi è successo ciò che non doveva accedere… il sottoscritto ha fatto il nome dell’innominabile convinto che le dicerie sul suo conto fossero prive di fondamento… ma la sfiga è arrivata puntuale come un orologio svizzero. 

Ore 01:30. Piazza Bologna. Posto di blocco dei vigili urbani. 

150 euro di multa e fermo della macchina, con rischio di denuncia penale in caso ti ulteriore controllo senza revisione.

Che dire… le forze del male stanno cercando di opporsi alla nostra inarrestabile ascesa, ma noi resisteremo. Non temete: stamo a lavorà per voi!

ps. Harry Potter e IL SUO innominabile me fanno una sega. 

Per la prima volta nella mia vita ti sento, ti percepisco chiaramente pur non riuscendo a immaginare ancora il tuo volto. Il pensiero di te, ancora offuscato e difficile da definire, è presente nella mia mente… nella mia anima. Ti sento, ti percepisco pur sapendo che siamo lontani… forse meno di quanto immagini, ma pur sempre lontani… i nostri destini non si sono ancora incrociati, le nostre strade, sono destinate ad unirsi prima o poi… anche se la percezione dello spazio e del tempo in questo momento è vaga, confusa e non mi permette di vedere di stabilire con certezza quando, perché… dove. Immagino il tuo sorriso, i tuoi occhi, il tuo viso… la tua voce… e so che quando arriverà il momento, uno sguardo mi farà capire che entrambi abbiamo sempre saputo di essere destinati a vivere quel momento… quell’imprevedibile lampo di luce che illuminerà quello stesso percorso che fino a poco tempo prima sembrava invisibile… pur essendo sempre stato lì. E so che il giorno in cui leggerai queste righe, capirai il motivo che mi ha spinto a scriverle… a sentirle e percepirle così chiaramente… perché il destino, pur ramificandosi in modi e maniere che non siamo in grado di comprendere, conduce sempre verso una meta ben definita… una meta che siamo destinati a raggiungere sin dal momento in cui esaliamo il primo respiro. Tu capirai… perché è destino che sia così…

Mamma mia quanto tempo è passato dall’ultima volta che ho scritto una recensione di cinema… molti di voi forse non lo sapranno, ma ho iniziato la “carriera” giornalistica proprio occupandomi di cinema e poi, beh… la vita mi ha portato a fare tutt’altro come spesso accade… Ma ora basta parlare di me…

La mia passione per i film in lingua originale mi ha dato l’opportunità di vedere in anteprima Season of the Witch, ultimo film di Nicolas Cage, localizzato in Italia con il nome di “L’Ultimo dei Templari”.

Trattandosi di un film di uno dei miei attori preferiti di sempre ho atteso con una certa ansia la possibilità di vederlo, ma le mie aspettative sono state soddisfatte solo in parte. Quella che inizialmente sembra infatti l’epica storia di un Templare redento, si trasforma infatti in un ridicolo viaggio di un manipolo di uomini alle prese con una ragazza accusata di stregoneria.

Il solito pappone Cristiani vs Eretici? Purtroppo sì. Dopo una prima parte in grado di suscitare un certo interesse, nonostante sequenze di combattimento non certo all’altezza delle migliori pellicole contemporanee, il titolo soffre di un crescendo di confusione, pessima narrazione e sostanziale monotonia che culmina con un colpo di scena che, onestamente, fossi stato io il regista, mi sarei anche risparmiato… ma che pur essendo tale non riesce a risollevare le sorti di un film fondamentalmente mediocre, specie nella regia.

Al di là del sempre perfetto Cage, il resto del cast, Ron Perlman incluso (ormai troppo vecchio per prestarsi a ruoli che ormai, ahimé, non gli competono più) incarna i peggiori cliché che da sempre caratterizzano questo genere di pellicole.

Claire Foy, la presunta strega, riesce in parte a risollevare la situazione grazie ad una recitazione di buon livello specie nella parte finale del film, senza però rivelarsi sufficiente per rendere le circa due ore proposte degne di essere riviste una seconda volta.

Un film mediocre dunque, che sarebbe stato destinato ad un giudizio ben peggiore e più severe nel caso in cui non avesse goduto della partecipazione di una stella del cinema del calibro di Cage.

Fattore Insight: ***

Se non siete veri e propri irriducibili del genere, fareste meglio ad attendere che il film sia disponibile per il noleggio anziché spendere dei soldi per un biglietto del cinema che, quasi sicuramente, vi pentireste di aver comprato.

L’E3 ormai si avvia verso la sua conclusione ma di momenti EPICI ce ne ha regalati parecchi, specie durante le conferenze che si sono tenute in questi giorni… e questa, signori, è la mia personale classifica dei tre peggiori momenti dell’E3 2011.

ENJOY!

3. MIYAMOTO ITEM SCENE

2. MODERN WARFARE 3 CONTROLLER FAIL

1. MR CAFFEINE… DOODLY DO!